Loro Piceno (castello dei Brunforte)

CENNI STORICI

Data costruzione XIII secolo. Sorto sui resti di un castrum romano, fu residenza dei signori di Loro. L'antico nucleo fortificato comprendeva all'interno il palazzo dei priori ed il palazzo della giustizia adibito dal 1692 a Monastero Corpus Domini. Posto sulla sommità del paese, il castello rappresenta l'originario nucleo insediativo altomedievale. E' fondato su un terreno con vari speroni rocciosi di arenaria affioranti su cui si innestano le murature di mattoni e pietre. Il sistema difensivo è ancora visibile nei muri a scarpata che circondano il Girone e nei primi nuclei abitativi del paese, nel tratto nord-ovest della via di circonvallazione, verso la cosiddetta "neviera", e lungo la circonvallazione di levante, dove compare un grande arco ogivale con lieve scarpatura. La cortina muraria che cingeva ogni lato del castello lo preservava dagli attacchi dei nemici e permetteva un prolungamento del ciglio della scarpatura con l'elevazione di uno spalto di protezione che fungeva anche da camminamento per le sentinelle. Questo tipo di muraglia è visibile sopra il piazzale denominato fin dall'antichità "Pantanaccio", oggi "Parco St. Nikolai" in onore del paese austriaco gemellato con Loro Piceno. Il castello si chiude ad U intorno ad una corte, i cui lati sono delimitati ad est dalla chiesa del Corpus Domini e dal coro, a sud dall’ala dei dormitori e ad ovest da una parte delle mura urbiche. Il Parco Girone rappresenta il confine settentrionale di tutto il complesso che presenta una superficie che occupa tre livelli fuori terra e tre seminterrati. Al piano terra si trovano la foresteria, la cucina seicentesca, la cucina nuova, il refettorio coperto a volte e arredato con pregiati tavoli a banco in stile “fratino” veneziano degli inizi del ‘700. Nell’ala occidentale vi sono una lavanderia ed un forno. In fondo al cortile, dallo stesso lato della lavanderia, si accede attraverso una piccola porta alla ‘Torre degli Impiccati’. Nel primo piano seminterrato si aprono grandi locali finestrati con volte a crociera in mattoni e archi ogivali, residui medievali dell’antica struttura del castello. Nel corpo centrale sono collocate una grande cantina con volte a botte, vasche e caldaie per la lavorazione del vino cotto. Nel secondo seminterrato vi sono stanze con il soffitto ligneo e volte a crociera. All’interno la varietà degli ambienti e l’articolazione degli spazi costituiscono motivo di grande interesse architettonico a cui si aggiunge l’eccezionale vista panoramica.

L’antica rocca dell’abitato sorgeva sul fondo in Monte Gemuli, attualmente denominato Girone. Il luogo fu ribattezzato “Monte di Gemiti”, forse in ricordo delle leggende che faceva di Loro Piceno luogo di deportazione dalla vicina Urbs Salvia o per le esecuzioni capitali che probabilmente vi si svolsero a causa del fatto che i signori che detennero il forte fino alla prima metà del XIV secolo si occupavano anche della giurisdizione criminale. Una iscrizione su lamina di piombo, rinvenuta nel 1309 nel corso della demolizione di un antico muro che cingeva una torre della rocca, attesta che le mura castellane furono restaurate durante l’impero di Ottaviano, dal patrizio Valerio Arunzio. Da ciò si è portati a pensare che il castello fu costruito sui resti di un castrum romano, nonostante l’iscrizione non sia più reperibile se non per una trascrizione conservata nella Biblioteca Comunale di Fermo. La costruzione del castello potrebbe farsi risalire alla metà del XIII secolo, ma la sola fonte iconografica che possediamo per la ricostruzione dell’antica conformazione è un disegno contenuto nel manoscritto del 1653 del parroco lorese Francesco Franceschini intitolato Lodi degne alla Marca di Ancona per li spirituali tesori che possiede. Secondo questo disegno, all’interno della cinta muraria sorgevano due torri, una con fondazioni nella terra e l’altra su un basamento massiccio di pietra, distanti 80 passi l’una dall’altra. L’area erbosa, delimitata da una seconda cinta muraria interna, costituiva il cosiddetto girone o girifalco, che rappresentava l’ultima difesa per i castellani assediati, qualora il nemico fosse riuscito a penetrare la prima difesa. Nella parte sommitale del castrum si collocava il palatium dei Signori. Quando, alla fine del XIV secolo, i Signori persero il diritto sul paese, il complesso architettonico ospitò luoghi di interesse pubblico, come il Palazzo di Giustizia, il Palazzo dei Priori, le carceri, un pozzo e un mulino a vento. Dalla metà del XVII secolo la struttura dell’antica rocca subì notevoli trasformazioni legate all’erezione nel monastero del Corpus Domini, fondato nel 1693. Con l’arrivo delle monache, il corpo del dormitorio, il parlatorio, la foresteria, la cucina nuova e quella vecchia, furono alzati di un piano fuori terra. Secondo una tradizione orale, accanto alla torre sud, esisteva un ponte levatoio che fu murato nel XVII secolo, che serviva per attraversare il fossato che circondava il castello nel lato sud-ovest. Questo sarebbe confermato da una pergamena del 1441 dove si parla espressamente delle abitazioni dei Signori di Loro poste tra il fosso, il ponte e la scarpata del cassero da un lato, e il girone del castello dall’altro.

Bibliografia e Sitografia
Articoli di approfondimento

CITTÀ

PROVINCIA

REGIONE

EPOCA

XIII sec.

STATO DI CONSERVAZIONE

AUTORE DELLE AGGIUNTE / CORREZIONI

SITO UFFICIALE

IMMAGINI

info heading

info content

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.