ADELFIA, PALAZZO MARCHESALE DI MONTRONE

CENNI STORICI

«Il palazzo, nella sua attuale configurazione, è il risultato di una complessa stratificazione architettonica avvenuta presumibilmente in un arco di circa un millennio. Il nucleo principale risale all’epoca medioevale: già da questo periodo esisteva un primitivo fabbricato ad uso agricolo, connesso ad una serie di grotte e di vani ipogei che si estendevano in maniera casuale rispetto alla pianta dei fabbricati sovrastanti. Esso fu costruito nel 1396 da Niccolò Dottula, uno dei primi feudatari di Montrone. È probabile, da alcune notizie tramandatesi oralmente e da alcuni segni ancora evidenti, che esistessero ulteriori vani scavati nella roccia tufacea anche oltre il perimetro dell’attuale muro di cinta. Il palazzo nel 1519 fu acquistato dal patrizio napoletano Giambattista Galeati che provvide ad ingrandirlo e a far dipingere l’interno da valenti pittori di scuola napoletana. Sul nucleo primitivo, il complesso si sviluppa successivamente come masseria, poi residenza feudale fortificata, posta sul limite delle mura del borgo di Montrone. Sono evidenti le testimonianze di tale periodo: un profondo fossato laterale, tracce di un torrione d’angolo (poi demolito), garitte di guardia, camminamenti difensivi, locali usati, probabilmente, come prigione. È nel periodo sei-settecentesco che l’edificio, secondo le usanze dell’epoca, venne trasformato in reggia signorile dal marchese di Montrone Luigi dei Bianchi-Dottula. Intorno al 1790 il palazzo fu ancora ampliato e subì sostanziali modifiche: l’aspetto architettonico s’ingentilì sia esternamente che internamente acquisendo maggior decoro e predominante importanza architettonica. Il palazzo marchesale di Montrone dette i natali a Giordano Dei Bianchi Dottula, secondo marchese di Montrone. Egli studiò a Napoli e fu affianco dei rivoluzionari del 1799 contro i Borboni. Durante i sei mesi di vita della Repubblica Partenopea, nel palazzo trovò rifugio il Borbonico De Cesare, fino al 5 aprile 1799 in segno di sfida verso Giordano che a Napoli faceva parte del Governo della Repubblica. Attualmente è di proprietà dei discendenti Carrelli-Palombi».

«Uno dei primi feudatari di Montrone fu [...] Nicolò Dottula ed è proprio a lui che si deve la costruzione del nucleo più antico del Palazzo Marchesale nel 1396.

Detto comunemente Palazzo Marchesale De' Bianchi Dottula, in effetti era una residenza fortificata, costruita in pietra calcarea e tufo. Il Palazzo fu ampliato per volere del Patrizio napoletano Giambattista Galeota subito dopo l’acquisto avvenuto nel 1519. Nello stesso periodo, valenti pittori di scuola napoletana si prodigarono a renderlo più maestoso con affreschi e dipinti pregevoli sulle pareti dei saloni.

Per giungere all’attuale imponente aspetto trascorsero ancora oltre due secoli e mezzo, quando, nel 1790, il primo Marchese di Montrone Luigi De' Bianchi Dottula dette l’impulso definitivo. Con l’ampliamento subì anche sostanziali modifiche acquistando maggior decoro e predominante importanza architettonica.

Il Palazzo ha la cospicua consistenza di venti saloni, arricchito da ampi e spaziosi sotterranei indispensabili per i servizi logistici del nobile casato: cantine, stalle con mangiatoie, depositi di vario genere, sale molitorie ed un’artistica Chiesetta con ingressi distinti sia dall’atrio del Palazzo che dalla via pubblica nel pieno centro storico. Nella chiesetta sono custodite preziose reliquie di martiri del Cristianesimo.

L’intero palazzo [...] è stato spogliato di pregevoli dipinti e dell’archivio storico di inestimabile valore documentaristico per il passato adelfiese».

«Il nucleo originario del palazzo risale al 1396 costruito da Nicolò Dottula, uno dei primi feudatari di Montrone. L'antichissima famiglia Dottula, proveniente da Costantinopoli e trasferitasi a Bari verso l'anno 1000, vanta di aver trasportato con le sue navi le ossa di S. Nicola da Mira a Bari. Di ciò si trova traccia in un vecchio dipinto esistente nella Basilica di S. Nicola.

Nel 1519 il Palazzo fu acquistato da Giambattista Galeota, Patrizio napoletano, che provvide ad ingrandirlo, ad abbellirlo e a far dipingere le mura da valenti pittori napoletani. In seguito, dopo aver cambiato proprietari, giunse, nel 1699 al Barone Alessandro De Bianchi, che fu il primo Barone di Montrone.

Intorno al 1790 il palazzo fu ancora ampliato e subì sostanziali modifiche, acquistando l'aspetto che conserva tuttora.

Il Palazzo Marchesale di Montrone dette i natali a Giordano De Bianchi Dottula secondo marchese di Montrone. Egli studiò a Napoli e fu a fianco dei rivoluzionari del 1799 contro i Borboni. Combattè valorosamente con l'esercito Napoleonico agli ordini di Gioacchino Murat. Dopo l'esilio in Francia ed in Svizzera, il Re Ferdinando lo volle come intendente della terra di Bari. Fonte: Adelfia (Gianni Gagliardi '86)».

Bibliografia e Sitografia

www.memoriaeconoscenza.it/percorsi-identitari

www.prolocoadelfia.it/palazzo-marchesale.asp

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XIV sec.

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