Alfedena (torre)

CENNI STORICI

Antico centro sannitico, il paese sorge annesso al Castello medievale del principe Caracciolo di Cellammare; ancora oggi si possono osservare le mura del Castello e la Torre Normanna a pianta ottagonale del X-XI secolo.
Importante tradizione è la lavorazione della pietra: selci, stipiti, scalette esterne, si possono osservare nelle stradine del paese. Per testimoniare l'importanza della figura del selciatore, nella Villa Comunale è stato realizzato il monumento al selciatore dallo scultore Sandro Pagliuchi.
La Villa Comunale fu definita Orto Botanico dall'Università di Napoli alla fine del XIX secolo, per la rilevante presenza di varietà botaniche.

  • Abitanti: 768
  • Altitudine: 914 mt

 

 

Escursioni e passeggiate:

Emergenze storiche:
L'acropoli con le sue antiche mura e la necropoli di origine sannitica; il borgo medievale con le sue porte; il castello di cui resta la torre ottagonale.

Curiosità:
Conosciuto come paese dei Dottori, perché in passato vi era un elevato numero di laureati rispetto al numero di abitanti.
I selciatori e scalpellini alfedenesi hanno ornato le strade e piazze di Roma, tra cui la storica piazza San Pietro, con i famosi sampietrini ottenuti lavorando la pietra.

Manifestazioni:
San Pietro Martire il Santo Patrono (29 aprile); Santa Maria Salomè (seconda domenica di luglio); Sant'Antonio Abate (17 gennaio); A te Pumba mé (ultimo giorno di febbraio).

Usi e costumi:
La Fiasca, serenata che viene fatta agli sposi la prima notte di nozze;
Sant'Antonio Abate, festa tradizionale cristiana: in tutti i vicoli del paese viene costruito un falò che viene acceso nel primo pomeriggio, segue la processione con la benedizione dei fuochi ed infine la festa continua attorno ai fuochi con piatti tipici (lullitte e faciule, la panonda, re ciceranate), patate sotto la brace e vino.
A te Pumba mé, festa dedicata alla Dea Pomona (divinità della campagna): gruppi di ragazzi passano per i vicoli del paese festeggiando l'arrivo della primavera ed esortando la Dea con un frasi e con suoni di corni e campanacci.

Gastronomia:
La pizza fritta (lunghi tortiglioni a spirale fritti, preparati con uova, farina, lievito, rosmarino, semi di anice, acqua e sale), anticamente veniva offerta a tutto il paese per il matrimonio.
La zuppa della sposa (brodo di carne con indivia, pezzetti di pane fritti, scamorza tagliata a dadini e polpettine di carne), veniva preparata il giorno dopo il matrimonio.
Lullitte e faciule (gnochetti di acqua e farina con fagioli); agnello cacie e ova; frittata con la curatella (frittata con fegatini di agnello), viene mangiata il giorno di Pasqua.
Ru pezzelocchere (pasta del pane con uova, zucchero, anice e buccia di limone).

Bibliografia e Sitografia
Articoli di approfondimento

CITTÀ

PROVINCIA

REGIONE

EPOCA

III sec.

STATO DI CONSERVAZIONE

Buono

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IMMAGINI

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