Auletta (castello marchesale o di Scanderbeg)

CENNI STORICI
Intorno all'anno Mille Auletta era già stata fortificata e aveva tre vie di accesso, che confluivano verso le tre porte delle mura di cinta denominate: Porta del Castello, Porta del Fiume e Porta Rivelino o Piano. In tale periodo era stato già realizzato il Castello Marchesale con le sue torri, che era parte integrante del sistema di difesa del Ducato di Salerno. In epoca normanna questa terra fu dominata da Guglielmo di Principato, appartenente alla stirpe degli Altavilla, e dal figlio Nicola; poi dai Gesualdo, dai Vitilio e dai più nobili Di Gennaro. In merito al castello l’abate Giovan Battista Pacichelli, nel suo “Il Regno di Napoli in prospettiva” pubblicato nel 1702, scrive, riferendosi al periodo di dominio dei Gesualdo: “…vi alloggiarono con splendore Carlo V Cesare, imperciocché, dalla orta della Terra fino alla stanza imperiale, si camminò sopra tappeti, essendo le mura vestite di vaghi panni, con un’artificiosa perschiera in mezzo al cortile, e una pietra, che si vede fin d’allora spezzata, ove quella Maestà pose il piede salendo a cavallo. Chiamasi ora quella la Camera di Carlo V, di dove è stata rapita la tazza in cui bevette, di chiaro cristallo, serbata per più di un secolo dall’università”. Nel periodo aragonese essa divenne “terra promiscua” del feudo di Caggiano. In seguito, per successione femminile, divenne dei Castriota Scanderberg, eredi dell'eroe nazionale albanese del Quattrocento Giorgio Castriota. L’edificio ebbe l'attuale impianto solo dopo il 1494, in seguito all'ispezione condotta nella zona da Alfonso, Duca di Calabria, accompagnato dal fiorentino Antonio Marchesi, esperto di fortificazioni. Così risistemato, fu in grado di opporre resistenza agli assalti delle truppe spagnole di Carlo V nel 1535. Dopo i Castriota, per successione ereditaria, passò ai Maioli, che sono anche gli attuali proprietari. Più volte trasformato tra Cinquecento e Seicento, il castello finì per perdere l'originaria impostazione militare, conservando solo il torrione cilindrico nell'angolo nord del giardino. Si presume che in epoca feudale a fianco dell’attuale torrione, ce ne sia stato un altro gemello; entrambi formavano una delle tre porte di accesso al centro storico: ‘Porta Castello’. Il cortile interno, di forma trapezoidale, ha la base minore verso il portale d’ingresso e costituisce il cuore del maniero, che vi si affaccia con un piano terreno, destinato a cantina e depositi, ed il piano nobile. Al centro della base maggiore si trova la scala che permette l’accesso all’appartamento nobiliare. Altre due scale collocate subito dopo il portale d’ingresso, collegano il cortile con il piano superiore e il sottotetto. All’interno vi sono varie sale, arredate con semplicità ed eleganza, ed anche una piccola cappella. Negli Anni ’30, fu notificata ai proprietari del Castello, dal Ministero competente, la sua destinazione a bene di interesse storico-artistico, e da allora è quindi sottoposto ai vincoli previsti dalle varie leggi. Nel 1980, a causa del terremoto, l’edificio ha subito notevoli danni, venendo poi sottosposto a lavori di ristrutturazione. Da oltre dieci anni, le sale del castello marchesale di Auletta sono disponibili per poter effettuare matrimoni e altre cerimonie, con caratteristici banchetti (come vuole la tradizione del luogo).
Bibliografia e Sitografia
https://www.dimorestoricheitaliane.it/dimora/castello-marchesale-di-auletta/?lan=it#:~:text=Il%20Castello%20Marchesale%20di%20Auletta%20%C3%A8%20una%20delle%20residenze%20familiari,propriet%C3%A0%20dei%20Maioli%20Castriota%20Scanderbech. https://castellomarchesale.it/it/il-castello/
Articoli di approfondimento

CITTÀ

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XI sec.

STATO DI CONSERVAZIONE

Restaurato

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