BARI, FORTINO DI SANT’ANTONIO

CENNI STORICI

Recenti studi hanno confermato nel 1359 la prima citazione scritta della torre di Sant'Antonio, primo nucleo della struttura successivamente detta «fortino»: posta presso il porto dell'epoca, sottoposta a frequenti tempeste, la torre minaccia di rovinare e danneggiare il fondaco e la dogana della città. Di un vero e proprio fortilizio inglobato nelle mura della città, si inizia comunque a parlare nel 1440, quando il principe di Taranto e duca di Bari Giovanni Antonio del Balzo Orsini, di cui è visibile lo stemma piuttosto deteriorato posto sull'archivolto dell'ingresso prospiciente il mare, ne ordinò la costruzione. Nel 1463 il fortilizio venne distrutto, ed il materiale recuperato, pietre ed armamento, fu diversamente utilizzato. Tra il 1501 ed il 1524 Isabella d'Aragona (madre di Bona Sforza, che maritata a Sigismondo divenne regina di Polonia) si adoperò affinché la costruzione riacquistasse il suo aspetto originario. Nel 1548 furono intrapresi imprecisati lavori di ristrutturazione raccomandati dalla Universitas barese.

Gli anni che vanno dal 1560 al 1578 vedono l'aspetto del fortilizio simile a quello odierno. Dopo ulteriori vicende databili fra il 1757 ed il 1762, nel periodo di Carlo III di Borbone, la struttura nel 1847 venne consegnata, solo per quanto riguardava i locali del primo piano, dalle autorità militari al sindaco di Bari. Andato successivamente in rovina, il Fortino (come oggi è chiamato dai Baresi) è stato definitivamente ripristinato nelle sue linee architettoniche a cura del Comune e della Sovrintendenza ai beni culturali.

Bibliografia e Sitografia
Articoli di approfondimento

CITTÀ

PROVINCIA

REGIONE

EPOCA

XIV sec.

STATO DI CONSERVAZIONE

Restaurato

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