Cavarzere (resti delle fortificazioni)

CENNI STORICI

.Scriveva nel 1550 Leandro Alberti, un attento viaggiatore che quasi certamente aveva risalito il fiume verso Verona: “Dentro adunque del Ladice mescolato con le dette paludi, stagni e laghi appare Torre nuova, fatta quivi per guardia acciocché non passino i contrabandi... Poscia evvi Capo di Bastiono, fabricato nel principio della edificatione di Venetia, ai confini di essa, per sicurezza di questo lato...”. Il passo era ripreso da un'opera del 1542 di Flavio Biondo: “...da una parte è una torre nuova posta qui per guardarvi i datj, da l'altra è Capo d'Argere, guardia medesimamente posta qui ne' confini del ducato di Vineggia, nel principio di questa repubblica”. È significativo che l'Alberti non traduca il nome latino di Cavarzere nel modo tradizionale, dando cioè alla parola agger il significato di argine, bensì quello, altrettanto legittimo, di bastione, opera difensiva che implica la presenza di mura. Egli fa derivare il nome del paese non dalla sua posizione rispetto all'argine (che nel Cinquecento in territorio cavarzerano non esisteva ancora, per cui una simile interpretazione gli sarà sembrata, a ragione, priva di senso), ma dalla marcata e antica funzione militare, resa evidente dal castello.  È da notare che negli Statuti del 1401 la parola argine non compare mai, mentre invece in un capitolo si proibiva di depositare legna sulla riva del fiume. E presso la riva sorgeva il castello eretto intorno al 750 in una posizione strategica, in corrispondenza d'una punta di terreno che dalla sponda opposta riduceva la larghezza dell'alveo permettendo di controllare dagli spalti il passaggio di qualsiasi imbarcazione. Il vecchio campanile demolito a fine Ottocento era costruito proprio sulla base di una torre del castello ed oggi si troverebbe a un solo metro dal muraglione. Tanto il fortilizio quanto il borgo erano difesi alle spalle dalla Fossa del castello, che nello spazio di cinquecento metri usciva dall'Adige e vi rientrava senza difficoltà e senza bisogno di argini. I quali, se vi fossero stati, avrebbero costituito un gran vantaggio per un eventuale nemico, dandogli la possibilità di contrastare dall'alto, da una posizione più favorevole, i difensori del castello. ...» - «Il castello, descritto come "gran fortezza e bella, fornita di armi e vettovaglie", fu abbattuto nel XVI secolo per la costruzione della chiesa di San Mauro e degli indispensabili argini sul fiume. Gli argini sono costituiti da un muraglione in mattoni faccia a vista, decorato con porte finte e fornito di scalinate per accedere all'argine. Conserva le testimonianze delle distruzioni della seconda guerra mondiale, con i fori causati dai proiettili delle fucilate.

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