Cisternino, Torre Amati, Torre Capece o del Vento

CENNI STORICI

Casale citato tra le pertinenze della sede vescovile di Monopoli in età normanna (XI-XII secolo), Cisternino è infeudata nel Trecento ad una famiglia monopolitana, per tornare poi proprietà della Mensa vescovile alla fine del secolo successivo, quando appare ormai dotata di un robusto circuito murario in cui, tra una decina di torri urbane, spicca quella normanna di Porta Grande. Successivamente la località è conquistata dai Veneziani, quindi dagli Spagnoli.

Alla seconda metà del Cinquecento, voluto dal vescovo Ottaviano Preconio, risale il Palazzo Baronale o Palazzo vescovile, che riporta sulla facciata tardo-rinascimentale gli stemmi del vescovo-barone (fu dato alle fiamme all'epoca della rivolta di Masaniello, nel 1647). Interessanti anche altri edifici signorili: il Palazzo del Governatore, anch'esso cinquecentesco, riconoscibile per la triplice balconata con elementi decorativi rinascimentali; Palazzo Ricci-Capece, con la torre omonima, detta anche del Vento; i palazzi Pepe e Cenci. Fuori le mura, in via San Quirico, sono Palazzo Amati e la sua torre.

Bibliografia e Sitografia
Articoli di approfondimento

CITTÀ

PROVINCIA

REGIONE

EPOCA

XI sec.

STATO DI CONSERVAZIONE

Buono

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