CENNI STORICI
In età longobarda il territorio dell'odierna Fontanetto fu certamente abitato, come testimoniano i reperti archeologici, ora conservati al Museo di Antichità di Torino, rinvenuti nel 1886 durante gli scavi per la costruzione della ferrovia Chivasso-Casale. In quell’occasione furono recuperate tombe appartenenti ad una necropoli longobarda risalente al VI-VII sec. Nel 1011, Fontanetto fu concessa all’abbazia di Fruttuaria che ne divise la giurisdizione con la Chiesa di Vercelli e nel 1242 la località fu eretta a “borgofranco” dal Comune di Vercelli, che, tuttavia, prima della fine del XIII secolo, ne perse il controllo a favore di Teodoro Paleologo, marchese del Monferrato. Quest’ultimo, cogliendo il momento favorevole dei dissidi fra fazioni all’interno delle mura vercellesi, occupò il borgo, lo cinse di mura ed eresse il luogo alla dignità di Comune. Il 2 luglio 1323 fu stabilita la costruzione del borgo di Fontanetto, così descritto dalle carte dell’epoca: il borgo era circondato da mura e aveva due porte, una verso il Po e l’altra verso S. Genuario, congiunte da una via diritta (l’attuale via Viotti) tangente la chiesa parrocchiale e il cimitero, che doveva essere larga due trabucchi e dotata di portici aperti in modo che la si potesse percorrere liberamente a piedi o a cavallo. Allo stesso progetto urbanistico trecentesco risalgono le due vie laterali che tagliano in due punti l’attuale via Viotti: via Apostoli-Fratelli Negri e via Marconi-XX Settembre. Intorno alle mura, infine, si snodava un’ulteriore via di circonvallazione. Dopo più di due secoli di controllo da parte dei marchesi del Monferrato, alla morte di Giangiacomo Paleologo senza eredi maschi nel 1535, Fontanetto, insieme a tutti i possedimenti del Marchesato, fu sottoposta al dominio dei duchi di Mantova prima, alla famiglia Guerrera poi e successivamente, come terra di nessuno, alle scorrerie degli eserciti savoiardi, francesi e spagnoli, fino all’annessione, all’inizio del XVIII sec. allo stato sabaudo. Palazzi d'epoca. Palazzo Ovis: in via Viotti, adiacente alla chiesa della Ss. Trinità, era di proprietà della Confraternita della Ss. Trinità e servì forse per un certo tempo come ospizio per i pellegrini di passaggio verso Roma e la Terra Santa. Il prospetto su via Viotti con le due finestre in cotto a sesto acuto decorate, al centro dell’arco, dal monogramma di S. Bernardino, doveva ospitare l’antica farmacia. Ex convento delle Orsoline: accanto alla chiesa della Ss. Trinità, con ingresso in via XX Settembre, sorge il seicentesco Collegio delle Orsoline impiantatesi a Fontanetto dal 1560. L’edificio è oggi adibito a foresteria, centro mostre e convegni. Palazzo Barone Vita: in via Fratelli Negri è una grande costruzione settecentesca in mattone, dotata di torre oggi tronca e modificata nella parte superiore. Casa Bava: in via Marconi verso l’incrocio con corso Duca d’Aosta, conserva tre finestre simmetriche in stile gotico e un arco dello stesso stile nel portone principale. Fu la prima abitazione delle Orsoline prima del trasferimento nel Convento di via XX Settembre
Bibliografia e Sitografia
Articoli di approfondimento
CITTÀ
PROVINCIA
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EPOCA
XIV sec.
STATO DI CONSERVAZIONE
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