CENNI STORICI
Uno degli elementi che più fortemente ha contribuito a definire l'assetto cittadino è stata la presenza del Marzenego, lungo il cui corso superiore, nell'arco dei secoli XII-XIV, si sviluppò il più antico insediamento di Mestre, individuabile in un castello e in un borgo. La prima citazione diretta del castello si ritrova in un documento del 1152 con il quale papa Eugenio III conferma al vescovo di Treviso, fra le altre possessioni, anche la Pieve di S.Lorenzo di Mestre, con il castello, il porto e la corte. (...) Il castello sorgeva tra i due rami del Marzenego in prossimità della riva sud del ramo settentrionale. Se ne ipotizza la costruzione su un sito fortificato di età altomedievale o tardoimperiale, tuttavia mancano ancora prove archeologiche a supporto di tale ipotesi. La sua configurazione ed estensione vengono ben evidenziate da un disegno cinquecentesco che lo rappresenta a forma circolare delimitato dagli alvei di un fossato che confluiscono nel ramo superiore del Marzenego. Non era circondato da mura ma semplicemente da strutture difensive in legno che, nel corso del Duecento, verranno sostituite da muraglia continua alla quale si aggiungeranno costruzioni di rinforzo a torre sull'esterno. Era inoltre dotato di due porte-torri, una verso la strada per Treviso e l'altra verso la strada per Venezia, ambedue le porte erano munite di "bettefredo". Non si sa esattamente cosa fosse un "bettefredo": si pensa ad una struttura difensiva di una certa altezza associata a terra, siepi e fosse. Quando nel 1337 Treviso passò ai veneziani, le condizioni del castello erano alquanto precarie. Dal 1342 al 1348 molte sono le notizie rilevabili dai registri del Senato circa le condizioni del sito che richiedeva urgenti interventi di risanamento. Si procedette però a piccoli interventi di riparazione, mai ad un completo restauro. Il castello svolse ancora la sua funzione difensiva in occasione dell'attacco di Francesco da Carrara signore di Padova nel 1378, ma si presentava ormai inadeguato a quelle che erano le nuove esigenze di difesa. Nel 1434 il Senato ne ordinò la demolizione e la vendita all'incanto degli immobili situati all'interno: a quella data nel luogo fortificato esistevano ancora una casa, dove avevano abitato occasionalmente i vescovi trevigiani, i loro gastaldi e successivamente i capitani trevigiani, una chiesa e un deposito per le munizioni. L'area occupata dal castello venne affittata a Andrea Da Mosto, nobile veneziano, e nel 1453 concessa ai frati di S. Salvador di Venezia i quali vi eressero una chiesetta intitolata a S. Giacomo. Il vecchio castello rimase in concessione al monastero fino alla caduta della Repubblica e fu utilizzato talvolta come lazzaretto (testo di Franca Cosmai, al CD-Rom Mestre, la Storia, le Fonti, a cura di Sergio Barizza, Comune di Venezia - Archivio Storico Comunale, 1988
Bibliografia e Sitografia
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CITTÀ
PROVINCIA
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EPOCA
XII sec.
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