Mussetta di Sopra (castello di Mussetta o Mussa, non più esistente)

CENNI STORICI

Il primo nucleo di Mussetta si sviluppò in seguito all'anno 1000 attorno a un castello edificato dai Patriarchi di Aquileia, i quali detenevano la giurisdizione sul territorio circostante. All'epoca, Mussetta era parte di un ampio feudo, che comprendeva Fossalta di Piave, Croce, San Donato, Losson della Battaglia, Meolo e Marteggia. Un documento risalente al 1152 cita la soggezione religiosa di Mussetta ai vescovi di Treviso, indicando la chiesa dell'abitato, dedicata a san Biagio, come una "regula" dipendente dalla pieve di San Mauro di Noventa. Nel 1177 Il patriarca di Aquileia affidò "il castello di Mussa con tutte quelle possessioni e terre e boschi che al detto castello appartengono" ad Ezzelino I da Romano (detto "Il Balbo"), di ritorno dalla Terrasanta. Negli anni successivi la giurisdizione civile di Mussetta restò in mano alla casata degli Ezzelini, e nel 1207 il feudo venne assegnato in dote a Palma da Romano (figlia di Ezzelino II il Monaco) per le sue nozze con Valpertino di Cavaso (o di Onigo). Il matrimonio fu celebrato il 16 febbraio dello stesso anno a Mussetta alla presenza di importanti personaggi del tempo. In quel periodo la giurisdizione ecclesiastica apparteneva al Patriarca di Aquileia e il castello era dotato di una chiesa intitolata a Santa Maria Assunta e a Sant'Osvaldo. In seguito alla morte di Palma da Romano (1218), Mussetta ritornò agli Ezzelini. Coinvolta nella guerra tra il comune di Treviso e i Da Romano, nel 1234 il borgo fu saccheggiato e gli scontri portarono alla distruzione del suo castello. Ricostruito ai tempi di Ezzelino III da Romano, il castello subì una catastrofica alluvione del Piave nel 1250. ...» - «...Il Castello sorgeva su una ”mussa” (piccola collina a forma di schiena d’asino, cfr J. Pirona, Vocabolario friulano, 1871) ulteriormente innalzata prima di elevarvi l’edificio che era tutto circondato da un profondo fossato, alimentato, mediante un canale, dalle acque del Piave. Esso era stato pensato come un castello di fiume, con l’intento di controllare e riscuotere proventi sui traffici e i commerci sul Piave, oltre che sul territorio circostante

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