NARDÒ (torre Santa Caterina o Scorzone)

CENNI STORICI
Data di costruzione: XVI sec. Destinazione originaria: torre d'avvistamento. Destinazione attuale: abbandonata. Descrizione: La torre si trova su una diramazione delle cosiddette “serre salentine”, ricoperta da una fitta vegetazione arborea. Ha un corpo troncoconico a pianta quadrata. Al primo piano si presenta leggermente scarpata e priva di finestre. La parte superiore, il cui inizio è sottolineato dalla presenza di una cornice marcapiano, è invece dotata di finestre e termina, in alto, con una cornice a beccatelli. Nell’angolo sud-ovest si trova una guardiola, mentre l’accesso è permesso da una grande scala ad archi. Il piano terra comprende un unico vano voltato a botte che veniva utilizzato come ricovero per gli animali: sono ancora visibili all’esterno le mangiatoie e l’abbeveratoio. Il primo piano si apre su tre stanze: nella prima sono presenti trave di affreschi. Negli altri due vani, più piccoli, troviamo un camino per parte» - «Le torri del litorale neretino si presentano poderose e di grandi dimensioni, tanto da risultare perfettamente visibili al visitatore che percorre l’incantevole litoranea. Torre S. Caterina si affaccia sull’omonima località balneare da uno sperone di roccia a 32 m s.l.m. La torre fu iniziata nel 1582 e portata a termine solo nel 1608 ad opera di mastro Massenzio Gravili, sotto la supervisione del soprastante Pietro de Tazca, anche se nel 1595 era già stato nominato responsabile della torre e del servizio di guardia il caporale Antonio Lopez. La torre, come tutte le torri del litorale neretino, presenta una possente base tronco piramidale nella quale si apre un’ampia sala voltata a botte, destinata al riparo dei cavalli e come deposito di attrezzature. Un cordolo divide il piano inferiore dal registro superiore che presenta, invece, ben tre sale destinate ai sorveglianti delle quali una presenta anche tracce di affresco, segno dell’evoluzione del concetto di torre da luogo di avvistamento a presidio stabile del territorio, quindi edificio vissuto e simbolo di rappresentanza del potere locale. La piazza d’armi è caratterizzata da un parapetto con cordolo poggiante su beccatelli e nel quale si aprono delle caditoie poste in asse con gli ingressi alla torre. Sulla terrazza si erge una ulteriore garitta per garantire una visuale migliore e più ampia dell’orizzonte. I due piani, inferiore e superiore, non erano comunicanti, quindi il registro superiore era raggiungibile solo per mezzo di una scala in muratura che si interrompeva poco prima dell’accesso, sostituita da una porta levatoia. La torre era armata con uno schioppettone di pietra. La torre è nota anche come Torre de lo Scorzone, con riferimento al biacco, un serpente locale di colore nero denominato in dialetto “scorzone”. Nel corso del Settecento, in occasione di una epidemia forse di colera, patologia abbastanza frequente nel Salento, la torre fu adibita a lazzaretto.
Bibliografia e Sitografia

Torre Santa Caterina - Visit Nardò (visitnardo.it)

Articoli di approfondimento

CITTÀ

PROVINCIA

REGIONE

EPOCA

XVI sec.

STATO DI CONSERVAZIONE

Discreto

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