Panni (resti della torre)

CENNI STORICI

Invece di castello, forse è meglio chiamarlo torre di vedetta. Situato sopra una roccia, dove ora si trova il rudere, servì per vedetta e segnalazioni, dominando tre valli. Si pensa che fu costruita sotto il viceré di Napoli Pietro di Toledo, nell'anno 1535. Fu lui ad ordinare tali costruzioni, per segnalare l'arrivo dei Turchi, acerrimi nemici dei Cristiani. Tale vigilanza fu abbandonata verso il 1571 con la sconfitta dei Turchi nella battaglia di Lepanto.

Il rudere ha una base di circa 8 metri e alto 13. Esso è costituito da un unico muro (vedi foto) con una finestra dove, forse, vi era una campana. La torre doveva avere una forma quadrata; la porta d'entrata era a mezzogiorno, e per accedervi si salivano una decina di gradini scavati sulla stessa roccia che tuttora si intravedono. Altre versioni, meno probabili, vorrebbero la costruzione al tempo dei Normanni (intorno al 1000 d.C.), sempre come avvistamento a protezione dei castelli di Ariano ed altri. Il suo crollo quasi totale è avvenuto nel 1732. All’inizio di novembre un fortissimo terremoto abbatté la torre e divise la roccia che ora si vede spaccata alla base della parete.

Intorno a questa torre vi è una splendida passeggiata in cui, nelle giornate di vento, se tira la borea si passeggia ad occidente, se tira il maestrale si passeggia ad oriente. Nel 1898 la strada fu fatta allargare dal sindaco cav. Rainone e, col passare degli anni, da altri sindaci. All’estremità, dove la strada svolta per ricongiungersi all'altro versante, vi è un piccolo largo, detto Ariella.

Notizie tratte da: Giuseppe Procaccini, Cenni storici sulla Terra di Panni, Generoso Procaccini editore, Napoli

 

 

UN PO' DI CHIAREZZA SUL "CASTELLO", di Renato De Michele

«Il Castello, come lo chiamiamo noi pannesi, è situato in cima al paese, al termine della via nova - via Castello a Ponente -, ed è una torre di vedetta medievale semidiroccata.

Dopo il terremoto dei 1732, quello che rase completamente al suolo il paese, ne è rimasta in piedi solo una parte di parete che ha assunto la forma di una mano chiusa con l'indice puntato al cielo, con al centro il foro di una finestra. La torre, anche se presuntuosamente chiamata "Castello", è in compenso suggestiva ed unica, e, perché no, bella. La tecnica con cui fu costruita, basandoci sul rudere precedente all'ultima ricostruzione dei 1984, fu quella della costruzione per file di pietre irregolari disposte in senso orizzontale. Nulla di sofisticato, dunque.

L'origine è incerta. C'è chi l'attribuisce ai Bizantini, chi ai Normanni (1000 ca.), chi a Federico II (1260 ca.), chi a Carlo I d'Angiò (1270 ca.), chi a Pietro di Toledo (1535 ca.). Vediamo di capirci un po' di più e andiamo a ritroso nel tempo procedendo per esclusione. Gli Spagnoli (Pietro di Toledo) disseminarono tutto il regno di torri di segnalazione per contrastare le scorrerie dei Turchi. Ma è pur vero che le loro tecniche di costruzione erano molto sofisticate, arabeggianti e con dislocazione delle pietre ad incastro geometrico. 

Ma ci sono da considerare almeno altri due elementi pro e contro: 1) data l'urgenza del sistema difensivo su tutto il territorio, gli Spagnoli non solo costruirono, ma recuperarono anche vecchie torri di segnalazione già esistenti; 2) per l'edificazione del sistema difensivo potrebbero aver utilizzato le tecniche del luogo, più consone al tipo di pietra locale (porosa, friabile, poco estetica), come del resto sicuramente fecero anche i Guevara (spagnoli anch'essi), che governarono le nostre terre dal 1563 in poi. Per adesso, quindi, potremmo almeno dire che, se non costruita, la torre fu almeno riutilizzata dagli Spagnoli, anche se la struttura è tecnicamente diversa da qualunque altra costruzione spagnola del periodo in altri luoghi del regno.

Per quanto riguarda Carlo d'Angiò e Federico II nel XIII secolo? Data la nota rivalità fra i due, c'è da dire che sarebbe molto difficile pensare ad un Federico II "arronzone" e a un Carlo d'Angiò che non sapesse fare di meglio del rivale. Carlo d'Angiò, comunque, si limitò a recuperare (non, quindi, a costruirne di nuove) tutte le vecchie torri già esistenti, a scopo di segnalazione difensiva. Ma se così fosse, il Castello avrebbe dovuto già esistere a quel tempo (prima, quindi, del 1270), o non esistere del tutto. Vero è che Federico II, pochi anni primi di Carlo I, disseminò la Puglia di castelli. Ma è anche vero che i suoi castelli furono essenzialmente opere che puntavano molto al prestigio, oltre che alla funzione difensiva vera e propria. In essi non poca parte veniva dedicata all'estetica e alla fantasia date le sue simpatie filo arabe. Per questo escluderei questa origine per la nostra parete di torre, alquanto scarna e con pietre poste in file orizzontali, senza alcun criterio geometrico ed estetico, nella struttura e nello sguardo d'insieme. Infatti la semplicità e la robustezza dell'insieme del nostro Castello fanno pensare ad uno scopo più pratico che estetico, e perfettamente difensivo. 

Dunque, precedente? Ultime due considerazioni da farsi, e decisive, sono sulle mura di cinta. Le costruzioni dall'anno 1000 in poi, bizantine o normanne che siano state, possiedono tutte, in effetti, la stessa tecnica costruttiva della nostra torre, riscontrabile in numerosi altri castelli e torri dei paesi vicini (Bovino, Accadia, Zungoli, Ariano, Anzano, ecc.). Ma la traccia delle mura intorno al Toppolo (vicino alla "nevera") indicano che la torre fu costruita al di fuori delle stesse (cfr. L. Carchia, G. Procaccini), cosa assai strana. Come se non vi fosse stato spazio (!) all'interno del paese per una torre del genere. Dunque, la torre è di un'epoca successiva all'edificazione delle mura di cinta (anno 1000 ca. da parte dei greci- bizantini). 

Seconda considerazione. La passeggiata intorno al Castello in ogni suo punto ha un andamento tale da far pensare ad un'antica struttura difensiva : come per impedire un accesso. Sembrerebbe quindi plausibilmente contemporanea all'edificazione della torre. L'itinerario attuale potrebbe essere stato ricavato, infatti da una precedente recinzione difensiva di tipo murario. Ma se le mura di Panni furono abbattute (dai Normanni subentrati ai Greci, perché ritenute inutili) già verso la metà dell'XI secolo, sarebbe stato assurdo averle costruite immediatamente dopo, altre più indifendibili e addirittura esterne alle precedenti. Così come sarebbe stato assurdo averle costruite precedentemente escludendone la torre.

L'ipotesi più probabile, quindi, resta quella di un torrione di segnalazione costruito con tecnica locale da Pietro di Toledo intorno al 1535 e difeso da una modesta recinzione che lasciasse, ad una guarnigione locale, almeno il tempo per la segnalazione stessa. Accontentiamoci».

Testo tratto da: Renato De Michele, Orme di Panda. Alla ricerca di un sentiero sannita, APADI, Panni 2004

Bibliografia e Sitografia

http://www.montesario.altervista.org/storia.php

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