CENNI STORICI
Il rudere si erge isolato su una collinetta, forse "mutera" preromana o semplicemente terrapieno ricavato dallo scavo del fossato oggi scomparso, e faceva parte di una fortificazione di età medioevale certamente più ampia. La struttura superstite, con paramento murario interamente in mattoni, appartiene ad una torre chiusa, forse il mastio, articolata su tre livelli, riconoscibili dai fori per le travature e dalle mensole in pietra, coronata dalla merlatura e con caratteristiche nicchie, giustificabili in funzione di un uso residenziale della torre. Il castello, caposaldo fortificato del patriarca di Aquileia oltre il Livenza sin dal secolo X, insieme alla "villa" di Rai, viene dato in feudo a Ezzelino il Balbo nel 1147 e dal XIII secolo viene spesso conteso dal comune di Treviso al patriarca, finché non viene concesso, da Carlo IV nel 1358, ai conti di Collalto, che lo ricostruiscono parzialmente verso la fine del XV secolo, erigendo al suo interno (quindi il complesso doveva essere molto ampio), nel 1567, il monastero Carmelitano dell'Annunziata con la piccola chiesa ancora esistente a poca distanza dalla torre
Bibliografia e Sitografia
Articoli di approfondimento
CITTÀ
PROVINCIA
REGIONE
EPOCA
XX sec.
STATO DI CONSERVAZIONE
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SITO UFFICIALE
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