Taranto (Torre del Gallo)

CENNI STORICI

Nel corso della guerra greco-gotica Taranto, stando al racconto dello storico bizantino Procopio di Cesarea, fu conquistata da Totila nel 549. Secondo quanto scrive lo storico ottocentesco D. L. De Vincentiis, Totila cinse Taranto «di valide mura e di grandiosi edifizii, tra' quali ampliò le due antiche torri del Cane e del Gallo tuttor esistenti» 

Delle torri si parla anche in un articolo del sacerdote F. Ruggieri, apparso sul quotidiano «La Voce del Popolo», anno 54°, n. 14, 3 aprile 1937, dal titolo Le difese dell'antica Taranto: «sappiamo dal Carducci che Pietro Antonio Inverberato nella sua Storia di Taranto (ms.) lasciò memoria della Torre del Gallo, a fianco della postierla S. Cosimo, in via di Mezzo. Essa fu riconosciuta dall'istesso Carducci, avente ai suoi tempi intorno ai merli certi galli incisi, simboli di vigilanza.

La torre quadrangolare, ròsa dai secoli, é tuttora in piedi, ma priva dei suoi merli: una vetusta tradizione che permane nel popolino vuole che Tòtila, nell'abbandonare la città, avesse in quella nascosto il suo tesoro.

Della Torre del Cane, anche menzionata dall'Inverberato, non vi è più traccia, né si può intuire a quale portula servisse di difesa» (accenti originali).

Dunque è a tal Inverberato che Carducci (e poi Ruggieri) deve la notizia, anche se dalle parole del sacerdote non riusciamo a stabilire a quale epoca risalissero queste torri.

Bibliografia e Sitografia

D. L. De Vincentiis, Storia di Taranto, Taranto 1878, p. 130.

https://www.iamtaranto.it/2021/11/18/taranto-totila-e-la-torre-del-gallo-ledificio-ancora-visibile/

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