CENNI STORICI
Il FORTE (O CASTELLO) DI PORTILORIA guardava il porto canale del Nervia (e quindi l'omonima piana sulla riva occidentale, alla foce, di questo torrente) e poi la via di fondovalle, i resti del tragitto costiero romano, il ponte di legno sul torrente: tale castro confinava più in alto con la terra di Giorgio Cataneo, inferiormente con l'acqua del Nervia, da un lato con la terra di Mauro de Mauri, dall'altro con quella di Guglielmo Maroso...": da altri documenti si apprende che vi eran nei pressi terre coltivate ed un pozzo per l'abbeveraggio: il toponimo, da cui il FORTE traeva nome, risulta variamente nominato dal notaio di Amandolesio quasi a testimoniare che, accanto alla struttura militare, vi esistessero dei casolari con residenti stabili, impegnati nell'attività rurale. L'importanza del FORTE (O CASTELLO) DI PORTILORIA, attesa la desertificazione dell'area in cui era sorta la città romana di Ventimiglia, si proponeva per l'IMPORTANZA DEL NODO VIARIO CHE GUARDAVA: là ove - dopo la scomparsa della VIA JULIA AUGUSTA, anche per le DEVASTAZIONI DEI BARBARI, e successivamente con la CACCIATA DEGLI ULTIMI INVASORI, I "SARACENI" - si andava riprendendo grazie anche al rilevante CONCORSO DELLA CHIESA DI ROMA e in dettaglio delle sue DIOCESI un pieno CONTROLLO DEI PERCORSI deputati all'EPOCALE FENOMENO DEI PELLEGRINAGGI NEI LUOGHI SANTI ma anche ad una lenta rivisitazione delle ATTIVITA' COMMERCIALI. Sempre dal duecentesco notaio genovese si evince la presenza nel luogo di strutture funzionali per la vita agricola oltre che come detto di terreni posti a coltura: doc. 260 del 9 giugno 1260 (citazione di troilum et fons [che sfruttavano ancora la portata degli acquedotti romani?]), doc. 515 del 25 novembre 1262 (citazione di peciam unam terre agregate ficuum et amindolarum [colture di fichi e mandorle]), doc. 563 del 18 maggio 1262 (colture di viti e fichi [in questo caso, oltre al comsueto toponimo, compare nel documento la citazione in plano Nervie evidentemente per indicare la zona pianeggiante, a sud dell'area vera e propia del castello, dove grossomodo corrono oggi la via statale e la ferrovia, sino a confinare con la prebenda episcopale, area dell'ex officina del gas e dell'attuale comprensorio ospedaliero intemelio]). Il FORTE sorgeva verosimilmente in una posizione egemone rispetto a queste proprietà e agli eventuali insediamenti, sul sito relativamente in altura dell'odierna parrocchiale nervina di Cristo Re eretta ove stava nel '700 la ridotta o forte Orengo degli Austro-Sardi, a sua volta edificato nel PREDIO ORENGO già prebenda episcopale dal 1260-1261: poco più in basso di dove stava il CASTRUM AQUAE [o distributore alle condotte cittadine del rifornimento idrico portatovi da due acquedotti provenienti da rio Seborrino] eretto dagli ingegneri e dagli operai idraulici di Romani e nei pressi una struttura basilicale del medio Impero, rilevata di recente, su cui in seguito venne forse costruito un edificio paleocristiano.
Bibliografia e Sitografia
Articoli di approfondimento
CITTÀ
PROVINCIA
REGIONE
EPOCA
XIII sec.
STATO DI CONSERVAZIONE
AUTORE DELLE AGGIUNTE / CORREZIONI
SITO UFFICIALE
IMMAGINI