CASTROVALVA (borgo)

CENNI STORICI

«Il minuscolo borgo di Castrovalva (circa 30 abitanti in inverno), frazione del comune di Anversa degli Abruzzi, sorge con un tipico assetto urbano medievale su uno sperone roccioso che si erge dalla Cresta di Castellaccio (820 metri s.l.m.), a dominio della splendida Riserva Regionale delle Gole del Sagittario. Secondo la tradizione (in parte confermata dagli studi condotti da Antonio De Nino nella seconda metà dell'Ottocento) il paese nacque dall'aggregazione di cinque "ville" con le rispettive chiese (Valle S. Maria - chiesa di S. Maria in Salicta; Fonte Cinno - chiesa di S. Lucia; Valle Domnica - chiesa di S. Cesidio; Valle Pagliara - chiesa di S. Rocco; Monte Castellaccio - chiesa di S. Michele); la chiesa di S. Cesidio fu possedimento dell'abate di Montecassino, ma già prima dell'anno Mille il centro abitato entrò nell'orbita del monastero di S. Vincenzo al Volturno. Nel "Catalogo dei Baroni" del re normanno Ruggero II (1150), il feudo di Castrovalva risulta appartenente al conte Simone di Sangro insieme alla terra di Anversa e già nel 1187 fu corte di cause civili e penali; i feudi di Simone furono poi ereditati da Raynaldo di Sangro che li perse per essersi schierato contro l'imperatore Federico II di Svevia, che fece di Castrovalva il caposaldo per il controllo di gran parte del territorio peligno (Statuto dei Castelli, confermato in seguito dagli Angioini). Nel XIV secolo Castrovalva figura come borgo contadino e feudo indipendente e separato da Anversa, della quale, infatti, non seguì le vicende storiche: fino a tutto il Cinquecento fu feudo dei conti di Sangro, passando poi per vendita al dottor Annibale Paschale di Bugnara; a partire dal 1600 i feudi furono fatti oggetto di commercio e Castrovalva passò per le mani di molti baroni (i di Salvo di Scanno, i Marchesano, i de Rosa di Napoli), fino a Giovan Battista Roberti di Lucera, tesoriere di Chieti che elevò la baronia a marchesato, dopo il quale passò ai Pomarici di Matera, che conservano tuttora il titolo di marchesi di Castrovalva. Nel 1817 il Re di Napoli Ferdinando I, promulgando una riforma dello Stato, la unì definitivamente ad Anversa (benché tuttora Castrovalva riscuota i tributi sull'agricoltura indipendentemente dal capoluogo comunale); dopo l'Unità d'Italia, il territorio, data la sua particolare conformazione, fu interessato dal fenomeno del brigantaggio. Al borgo si accede da un'unica pittoresca strada che all'ingresso del centro abitato prende il nome di Via della Fonte; al termine della via, attraverso una porta ogivale (detta "arco medievale"), si entra nella piccola piazza dove, su un lato, si erge la chiesa parrocchiale di S. Maria ad Nives o della Neve (XVI secolo), con il suo orologio al centro. Dell'antico "castrum" non rimane alcun resto, ma molto antiche sono la piccola chiesa della Madonna delle Grazie e la chiesetta di S. Michele Arcangelo, patrono del luogo, costruita intorno al XII secolo sulla cresta del monte S. Angelo».

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