Episcopia (castello normanno)

CENNI STORICI

In pieno centro abitato sorge il castello che è come l'acropoli di Episcopia. È un vasto fabbricato variamente articolato, la cui originaria costruzione si potrebbe far risalire all'epoca longobarda. Utilizzato fin dall'origine come fortezza, fu successivamente adattato alle esigenze dei vari dominatori, che nei secoli successivi si sono susseguiti (saraceni, bizantini, normanni, svevi, angioini), i quali hanno ampliato, modificato e riutilizzato le precedenti strutture. Tali rifacimenti sono leggibili tuttora sulle facciate esistenti, dove sono facilmente individuabili varie stratificazioni murarie ed interventi intesi a modificare l'uso degli ambienti. Ha due torri contrapposte e differenti per tipologia, epoca ed utilizzo ed era munito di un ponte levatoio ed opere esteriori che ne rendevano difficile l'accesso. Offre una bella prospettiva e domina non solo il paese, ma tutta la valle sottostante, poiché è impiantato sopra un alto sperone roccioso, e costituisce, con questo, una forte ed unitaria emergenza territoriale. Intorno al 1090 la fortezza, sotto il regno normanno, fu trasformata in castello, ma durante i primi anni di questa dominazione (XI secolo), più che un maniero vero e proprio, dov'è trattarsi di una residenza fortificata da un recinto murario, entro il quale, probabilmente, vennero alloggiate le camerate della milizia, le scuderie, i depositi delle derrate e tutti i servizi più necessari. Ai tempi di Federico II, fra gli interventi di modifica apportati alla struttura sono da annoverare il riutilizzo di una torre e la ricostruzione dell'altra. La torre cilindrica, infatti, probabilmente preesistente anche alla dominazione normanna, ha subito varie trasformazioni. L'altezza originaria era notevolmente più bassa, come si evince dall'ordine di finestre, ora murate, che dovevano essere poste nella parte terminale della stessa e dalla brusca variazione dello spessore murario a quell'altezza. Le modifiche successive, non ultime quelle apportate dagli Angioini che la caratterizzano con elementi tipici dell'epoca, hanno trasformato la struttura ed il rapporto con gli altri ambienti originari.
La torre quadrangolare, costruita nel punto più elevato dello sperone roccioso e probabilmente sul basamento di una fortificazione preesistente, al lato sud (verso il borgo S. Croce), ha caratteristiche dell'epoca normanno-sveva. Anche questa ha subito trasformazioni e, previo abbattimento di un lato, è stata inglobata nella più ampia struttura del castello, probabilmente nel XVI secolo. Sono ancora visibili su di esse, le diverse stratificazioni murarie ed i molteplici interventi di trasformazioni ed adattamenti alle diverse epoche storiche. All'ingresso, sito alla base del camminamento costituito da un'ampia gradinata retta da una struttura ad arcate, sul grande portale, in alto, sono visibili degli affreschi raffiguranti uno stemma, composto da un guerriero ed un rettile, non precisamente identificabile. In cima alla gradinata del camminamento, ai lati del grande portone si distinguono i supporti del ponte levatoio e nello spazio, una volta occupato probabilmente da una sala del castello, si può ancora ammirare la cisterna. Sempre alla base del camminamento che porta al ponte levatoio, forse una volta inserita nelle mura, è ubicata una grande costruzione adibita a stalla, nella quale sono ancora visibili le poste per gli animali, e nello slargo attiguo, sicuramente fino al 1912, c'era una chiesa dedicata a S. Anna, forse luogo di culto dei signori, che vi si recavano per "veder la messa". Tutto il castello si presenta in discreto stato di conservazione, anche perché è stato sempre abitato, prima dai feudatari e poi, dopo l'eversione, da don Egidio De Salvo e dagli attuali proprietari. Un discorso a parte merita la torre che, semi diroccata in seguito ad un crollo avvenuto intorno al 1954, necessita di urgente restauro, se si vuole evitare che un ulteriore crollo ne cancelli l'esistenza.

Bibliografia e Sitografia
Articoli di approfondimento

CITTÀ

PROVINCIA

REGIONE

EPOCA

IX sec.

STATO DI CONSERVAZIONE

Discreto

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IMMAGINI

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