Marina di San Vito (fraz. di San Vito Chietino, torre di guardia o torre San Vito)

CENNI STORICI

«L'ingegnere militare Carlo Gambacorta, Marchese di Celenza, ricevette l'ordine di censire, nel 1598, le torri costiere dell'Abruzzo. In una lettera indirizzata al Conte de Olivares, vicerè del Regno di Napoli illustra il lavoro da lui svolto. Il suddetto manoscritto è oggi conservato alla Biblioteca Nazionale di Parigi e presenta i disegni sia delle torri esistenti e nuove piante di Torri che secondo il Gambacorta dovrebbero essere costruite. Il Gambacorta così la descriveva: "Questa quinta Torre quadrangolare detta di Santo Vito con quattro torricelle intorno in territorio di Lanciano, ch'è di detta città, sta distante dalla retta Torre del Cavalluccio miglia tre e quella non la vede verso Puglia, e verso Abruzzo dalla Torre del Moro miglia due. È ben collocata di buona fabrica all'antica con rivelini e quattro torricelle sotto con fossi guarda il fiume Feltrino vicina detta torre trepassi venti. Ha corrispondenza con la retta Torre del Sangro verso Puglia, e con la Torre del Moro verso Abruzzo. Vi sono tre pezzi d'artillaria grossi e cinque piccioli un mortale e tre mascoli e tre arcabuggi del caporale". La Torre del Porto di S. Vito era gestita dalla città di Lanciano che provvedeva alla nomina del Castellano per 4 anni. Il Castellano percepiva uno stipendio di 40 ducati l'anno, 20 ducati li riceveva al termine della Fiera di maggio e 20 in quella di agosto. Il Castellano aveva in custodia tutto l'armamentario della Torre, ben inventariato, composto da tutti i pezzi di artiglieria, munizioni e tutto l'occorrente per la gestione della stessa ed era obbligato a riconsegnare il tutto alla fine dei quattro anni.

Dalla relazione del Gambacorta apprendiamo inoltre che il governo della Torre di Guardia non sempre seguiva un andamento molto disciplinato. Egli suggeriva che gli addetti, compresi i Cavallari adibiti a perlustrare la spiaggia in lungo ed in largo fossero preferibilmente spagnoli: accadeva spesso che, sia per necessità sia per "amor di patria", i Cavallari italiani ricevessero in consegna i cavalli in tarda serata quando gli stessi cavalli erano sfiniti per essere stati impiegati nei lavori dei campi o nei mulini. Questa torre edificata nel 1395 fu ricostruita nel 1427 e nel 1842 era ancora utilizzata come posto doganale. Vittorio Faglia, nel suo lavoro Visita alle Torri Costiere d'Abruzzo si sorprese nel constatare la totale assenza di tracce di una così imponente costruzione. La Torre, infatti, alla base misurava oltre 21 di lato. Egli venendo a San Vito, ne cercò i resti sulla sinistra della foce del Feltrino, nei pressi del sito archeologico ma sia dalla pianta del 1805 del Rizzi-Zanoni sia da quella del 1854 la Torre è identificata chiaramente sulla destra della foce del fiume, in prossimità di alcuni magazzini. Se ciò non bastasse alcuni anni fa il compianto Francesco Maria Borga, assiduo ricercatore mi fece avere una foto di fine secolo XIX dove, pur se diroccata, l'antica Torre di Guardia, era ancora presente sulla nostra spiaggia con tutta la sua imponenza e dove è facilmente individuabile la sua collocazione nei pressi della Chiesa della Madonna del Porto e quindi sulla destra della foce del Feltrino. Negli ultimi decenni de 1800 sappiamo che la Torre era utilizzata come ufficio doganale e di proprietà della città di Lanciano. Agli inizi del 1900 fu acquistata dalla famiglia Scogna di Ortona che la ristrutturò cambiandone, però, completamente la struttura originaria. Distrutta durante l'ultima guerra mondiale al suo posto sorse l'attuale stabilimento balneare».

Bibliografia e Sitografia

https://www.sanvitoweb.com/torri.php

Articoli di approfondimento

PROVINCIA

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XV sec.

STATO DI CONSERVAZIONE

Discreto

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