Oppido Lucano (resti del castello normanno)

CENNI STORICI

«Il castello ricorda l’origine storica del paese. Probabilmente il castello di Oppido Lucano è stato costruito tra il 1047 e il 1051, durante le lotte tra il conte di Acerenza Riccardo Quarel, figlio di Asclittino e Dragone, uno dei figli di Tancredi d’Altavilla. Infatti nei primi trent’anni dell’XI secolo il castello era l’abitazione di Drachus e Maria, i genitori del proselito Giovanni Obadiah. Francesco Giannone, nelle Memorie storiche ricorda così il castello: “era di forma irregolare a causa della accidentalità del suolo su cui venne edificato, in guisa da raffigurare la sua pianta quasi un trapezio, sul cui lato oblungo sorgeva il grandioso prospetto esterno, fronteggiato in origine da ben quattro torri merlate, due cioè angolari quadrate e due mediane rotonde poste a guardia della grande porta d’ingresso”. Una torre rotonda, che doveva far parte del corpo centrale, rimanda alla torre del corpo centrale del castello di Venosa del 1470. Lo studioso Vinaccia così lo descrive nel 1728: “due torri di guardia per difendere la porta con ponte levatoio. Entrando per la detta porta si trova un cortiletto coverto a travi di cinque valere con pavimento di pietre forti; a sinistra di lei si entra nella stalla coverta a travi di nove valere con doppia travatura; sonovi le mangiatoie da una sol parte e sonovi due finestre una alla facciata esteriore, ed altra verso il cortile”. Nel 1925 la torre fu distrutta per fare posto alla piazza (il Paschiere). Sulla parte del cordolo a semicerchio era appoggiata una lastra con lo stemma degli Orsini che subentrarono agli inizi del Cinquecento alla famiglia Zurlo. Da chi sia stato costruito il castello non risulta, ma dall’area dei suoi ruderi si intuisce la grandezza di questa costruzione. Infatti, nel Medioevo godette la fama di Castro fortissimo o magnum Castrum. La costruzione del castello di Oppido era destinata ad attirare i coltivatori della terra e nello stesso tempo proteggere il fiume Bradano a destra e a sinistra per evitare l’avanzare soprattutto dei Saraceni, abili nel risalire i fiumi e attaccare le popolazioni locali».

Bibliografia e Sitografia
Articoli di approfondimento

CITTÀ

PROVINCIA

REGIONE

EPOCA

XI sec.

STATO DI CONSERVAZIONE

Discreto

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