Ortona (mura caldoriane, porte)

CENNI STORICI

«Se fin dai tempi più antichi Ortona ebbe la caratteristica di città fortificata, è successivamente al 1435 che si avvia il rinforzo delle mura esistenti e il loro ampliamento per opera del condottiero Giacomo Caldora, al quale la città era stata data in feudo da Renato I d’Angiò. Caldora non soltanto provvide a rinforzare la cinta, ma anche ad ampliarla verso sud-est, permettendo uno sviluppo urbanistico nuovo all’interno delle mura, oltre la vecchia cinta originaria di Terravecchia. La mappa “agostiniana” del 1583 (Pacichelli, 1703), mostra come l’opera muraria definisca l’urbs, e Terravecchia ne sia il vertice nord addossata al castello. Le mura erano provviste di sei porte, delle quali interessano direttamente il quartiere due della Marina ai lati del Castello, e porta della Bucciaria, anche del Carmine come verrà chiamata nel secolo successivo con la costruzione del Convento dei Carmelitani. Questa porta è ancora presente nel 1799, come attesta un disegno pubblicato nel volume di G. Bonanni, Ortona resiste ai francesi, 1900, dove si attestano alcuni elementi ancora presenti in quel periodo. Le mura furono per larga parte abbattute nel 1868, dopo l’Unità d’Italia, quando Ortona fu dichiarata “comune aperto”. Attualmente delle mura sono visibili alcuni spezzoni tra via Marina e Via d’Annunzio, dove a circa sei metri d’altezza è presente una Madonna acefala in posizione seduta con il bambino in braccio.» - «Furono edificate dal Capitano di ventura Giacomo Caldora quando nel 1425 ricevette in feudo la città del re Carlo III d’Angiò. La cinta muraria che, partendo dal Castello Aragonese, costeggiava approssimativamente le vie Gabriele D’Annunzio, Monte Maiella, Luigi Dommarco, Pantaleone Rapino e il Belvedere Orientale per ricongiungersi al Castello, era provvista di porte di accesso alla città: le due della Marina, quella della Bucciaria (successivamente del Carmine), di S. Giacomo, di Caldari e di Santa Caterina. Della vecchia cinta muraria, abbattuta nella seconda metà del XIX secolo, restano attualmente due brevi tratti: il primo all’inizio di via G. D’Annunzio e il secondo lungo via L. Dommarco».

Bibliografia e Sitografia

https://fondoambiente.it/luoghi/mura-caldoriane?ldc

http://robyphotosmv.altervista.org/ortona-mura-caldoriane-e-madonna-acefala/

https://it.wikipedia.org/wiki/Architetture_di_Ortona

Articoli di approfondimento

CITTÀ

PROVINCIA

REGIONE

EPOCA

XIV sec.

STATO DI CONSERVAZIONE

Discreto

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