Localizzazione
L’Abbazia di San Leonardo in Lama Volara detta di Siponto dedicata a San Leonardo di Noblat, è uno splendido esempio di romanico pugliese, si trova a pochi chilometri da Manfredonia, lungo la strada s.s. 89 che da Foggia porta alla montagna sacra, il Gargano, poco distante dal luogo ove sorgeva l’antico vescovado di Siponto, insediamento romano prima e poi bizantino. È un antico complesso risalente al XII sec. costituito dalla Chiesa, dal Monastero e dall’Ospedale.




Cronologia
Il complesso monastico fu fondato tra gli ultimi anni del secolo XI e i primi del sec. XII (1127) dai Canonici Regolari di Sant’Agostino come ricovero, ospizio per i pellegrini che si recavano al Santuario dell’Arcangelo Michele e per i cavalieri crociati che, dopo aver pregato, presso il Santuario, s’imbarcavano per la terra Santa. Un provvedimento di esenzione dalla giurisdizione dell’episcopato sipontino e sottomissione diretta al soglio pontificio firmato da papa Innocenzo II il 30 giugno del 1137 ne attesta la sua esistenza.
Per la fondazione di questo complesso monastico è stato fondamentale l’impegno e la volontà di Boemondo I d’Altavilla o di Antiochia (1050/1058–1111). Esiste un legame particolare tra Boemondo I d’Altavilla figlio di Roberto il Guiscardo e l’Abbazia di San Leonardo di Siponto sia storico sia spirituale. Boemondo fu protagonista di un pellegrinaggio in Francia avvenuto nel 1106 presso il celebre santuario di Noblat, nei pressi di Limoges, per onorare San Leonardo, che riteneva l’autore della sua liberazione da una lunga prigionia musulmana dopo la Prima Crociata. Questa profonda devozione spinse Boemondo a donare alla prima comunità i terreni per edificare l’Abbazia sipontina, che divenne il principale centro di culto dedicato a questo santo in Puglia. L’abbazia intitolata al santo di Noblat godette per un lungo periodo della protezione e privilegi dei Normanni.
S. Leonardo fu concepita come una dipendenza di San Michele della Chiusa in val di Susa che fosse vicina alla sacra Grotta del Gargano, proprio a questa prima comunità che arriva da fuori regione il normanno Boemondo I di Antiochia dona i terreni per erigere l’abbazia. San Leonardo viene segnalata come dipendente da San Michele della Chiusa in diverse bolle papali “In Apulia ecclesiale Sancti Leonardi cum pertinensis sui”.
In breve tempo, dopo la sua fondazione, questa abbazia assunse grande importanza, infatti, alla fine del XII secolo aveva alle sue dipendenza già altre dieci chiese della zona, a queste se ne aggiunsero altre quattro durante la prima metà del Duecento.
Dopo questo periodo, che può considerarsi quello più prospero per l’abbazia, ha inizio una fase di declino per motivi economici.
Nel 1261 fu affidato da Papa Alessandro IV ai Cavalieri Teutonici, i quali ne fecero il centro delle loro attività in Puglia e rimasero sino agli anni Ottanta del 1400. Nel XV secolo i cavalieri Teutonici costruirono sul lato nord della chiesa altre due cappelle che sono state demolite nel corso del primissimo restauro (prima del 1950) per lasciare solo testimonianze architettoniche del periodo medievale più importante (Pieno Medioevo).

E’ visibile, di fianco al portale nord, la cappella aggiunta dai Teutonici nel XV secolo e poi demolita con i restauri degli anni ’50 condotti dall’architetto Schettini della Soprintendenza.
Gli scudi crociati di questi frati guerrieri sono ancora visibili all’interno della chiesa.

A partire da quella data, la Chiesa di San Leonardo, considerata Abbazia, venne data in commenda a vari cardinali, tra i quali Bonifacio Caetani, Carlo Barberini e Pasquale Acquaviva d’Aragona, che fu l’ultimo degli abati commendatari. Nel 1527, durante l’assedio di Manfredonia, le truppe di Odet de Foix occupano il convento.
Dal XVII secolo nella chiesa vi officiavano i frati minori. Il 21 gennaio 1809 l’Abbazia fu soppressa da Gioacchino Murat ed il convento con le rendite fu trasferito all’Ordine Costantiniano. La Chiesa di San Leonardo, dopo un lungo periodo di totale abbandono durato quasi due secoli. Nel 1945 si è rischiato di perdere ciò che è rimasto del complesso quando le autorità militare decisero di far brillare le bombe abbandonate nelle vicinanze dalle forze armate che si erano succedute durante la guerra. Per fortuna l’intervento della sovrintendenza alle Belle Arti permise di salvare la chiesa, i resti del monastero e l’ospedale. La chiesa stata riaperta al culto nel 1950 ed è sotto la tutela dell’Arcidiocesi di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo.
Attualmente il complesso Chiesa, il Monastero e l’Ospedale sono stati affidati alla comunità dei Ricostruttori della preghiera.
Aspetto architettonico
La chiesa è a tre navate (della laterale destra permane solo la prima campata absidale coperta da una volta a semi botte) con arcate ricadenti su semipilastri e pilastri cruciformi al centro, nella navata centrale, è coperta da due cupole disuguali. Le due restanti campate della navata destra, celate dietro un muro, sono occupate da due ambienti sovrapposti aggiunti dai teutonici dopo il 1261,
ambedue coperti da crociere. All’esterno la facciata occidentale presenta un portale che ha una semplice sagoma architravata, sormontata da una lunetta non decorata conclusa da un archivolto.

Sulla volta dell’abside che copre l’altare è possibile vedere ciò che rimane di un antico affresco, si vede bene il volto di Cristo (un pantocratore affrescato tra il 1200 ed il 1300). Una parte di questo affresco è andato perso dopo il restauro dell’anno 2000.



Il crocifisso ligneo di San Leonardo di Siponto
All’interno della chiesa è conservata una copia del Crocifisso ligneo di San Leonardo (XII-XIII sec.), il cui originale è custodito nella Cattedrale di Manfredonia. Si tratta di un vero capolavoro d’arte medievale delle dimensioni di m. 2,44 d’altezza per 2,20 di larghezza scolpito e decorato. Molto probabilmente la parte scultorea è stata realizzata in Puglia da intagliatori locali, la parte decorativa presenta pittura e tecnica di tipo orientale. La decorazione presenta elementi tipici dello stile e della tecnica delle icone e sugerisce l’appartenenza di questo Crocifisso al mondo bizantino, invece la parte scultorea lo avvicina a quello d’Oltralpe. Il Crocifisso di S. Leonardo nel 1957 è stato restaurato presso l’Istituto Centrale del Restauro di Roma, prima di tale restauro era collocato nel primo altare a destra dell’ingresso principale. Secondo Alfredo Petrucci il Crocifisso è databile tra il 1220-1230.
Nel 1958, dopo il restauro, è stato esposto all’Expo di Bruxelles. Poi per molti anni è stato esposto presso la Pinacoteca Provinciale di Bari. Finalmente il 24 aprile del 1985 è stato riportato a Manfredonia.



Il Portale
Sulla facciata laterale rivolta a nord c’è uno splendido portale (tra i più belli del romanico-pugliese). La realizzazione del portale settentrionale dell’abbazia di San Leonardo di Siponto è attribuita storicamente all’abate Pietro II (in carica tra il 1184 e il 1196). Sotto il suo lungo priorato e la sua gestione amministrativa, la chiesa godette di una grande disponibilità economica che rese possibile un’importante fase di rinnovamento architettonico.
Il portale presenta una notevole coerenza stilistica e iconografica, opera di un unico scultore o di una bottega unitaria. Gli studiosi concordano sul fatto che l’abate Pietro II abbia ingaggiato maestranze formate nella Francia dell’epoca e in Terra Santa (di ritorno dalle crociate), arricchendo la struttura di elementi gotici e transalpini fusi con il romanico pugliese (Émile Bertaux).
Le decorazioni di questo portale richiamano quelle di Santa Maria di Pulsano, altro antico monastero garganico e quello dell’Abbazia di San Clemente a Casauria che, molto probabilmente sono stati realizzati dalle stesse maestranze giunte dalla Francia.

Nella parte più esterna due colonne poggiano sul dorso di due leoni stilofori che reggono, a loro volta, due animali alati (grifoni) che sostengono l’archivolto. Il leone di destra addenta una figura umana (il peccatore) che gli afferra una zampa in atteggiamento supplichevole; il leone di sinistra, mutilato, da quanto s’intuisce dai resti sembra addentare un pesce. Gli stipiti e le cornici del portale, dell’arco e della lunetta sono scolpiti con ornamenti vegetali, zoomorfi e antropomorfi.

I due capitelli interni sono costituiti da due blocchi trapezoidali con sculture aneddotiche. Quello di sinistra rappresenta, dall’interno verso l’esterno, un Arcangelo Michele che con una lancia trafigge un drago, un pellegrino a cavalcioni su di un’asina la quale, alla vista dell’angelo con una spada, china il capo (Petrucci). Per altri autori sull’asina c’è Bàlaam al quale appare l’Angelo. Bàlaam era un mago babilonese, noto per un fatto descritto nella Bibbia (Deuteronomio 23,4-5) ed era stato inviato a sgominare con la sua magia gli Israeliti, ma venne fermato da un angelo.



Il capitello di destra raffigura i tre Re Magi che vanno verso la Vergine con il Bambin Gesù e San Giuseppe.


Nella lunetta è raffigurato Gesù benedicente in mandorla tenuto da due angeli. Nel frontone, tra il portale ed il baldacchino, a mò di protiro, si trovano due figure maschili scolpite a mezzo rilievo. Quella di sinistra, potrebbe essere di un personaggio laico perché intorno alla testa non ha aureola, secondo alcuni autori trattasi dell’Abate Pietro II committente del portale. Quella di destra, con cappuccio sulla testa, un libro in mano ed una catena, raffigura San Leonardo. Tra i due santi molto probabilmente stava una Vergine con Bambino.

Nel frontone, tra il portale ed il baldacchino, si trovano due figure maschili, scolpite a mezzo rilievo, l’abate Pietro II a sinistra e San Leonardo a destra.
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I fenomeni astronomici – solstizio d’estate ed equinozi.
Sin d’agli albori della civiltà c’è stata la consuetudine d’inserire nelle costruzioni a carattere religioso elementi architettonici ispirati da modelli astronomici e matematici per arricchire di elementi simbolici il fabbricato. Il simbolismo cosmico si ritrova nelle costruzioni assiro-babilonesi, in quelle dell’antico Egitto e nelle opere sacre degli Ebrei. Alcuni elementi architettonici, che avevano sfruttato l’osservazione di fenomeni quali il solstizio d’estate e d’inverno, erano stati inseriti nel tempio che Re Salomone aveva innalzato su suggerimento divino..
Essendo il tempio o il monastero al centro del microcosmo locale, l’inserimento in essi di elementi costanti nel tempo (perenni), come i fenomeni astronomici, li rendeva più vicini a Dio.
Anche a San Leonardo di Siponto ritroviamo un preziosismo architettonico del genere. Ad ogni solstizio d’estate, il 21 giugno, al mezzogiorno astronomico, il sole è perfettamente sulla direttrice, penetra con un solo raggio all’interno della Chiesa attraverso un piccolo rosone (foro gnomonico) posto su una volta a botte e va a cadere sul pavimento al centro di due pilastri che sorreggono la navata centrale in prossimità del portale laterale. Il fenomeno è stato concepito con molta precisione, abbinando calcoli astronomici a quelli architettonici al momento della costruzione dell’Abbazia. Simili artifizi si possono osservare in altre Chiese, come ad esempio nella Cattedrale di Chartres in Francia, dove la luce passa attraverso un foro praticato in una vetrata. Molto probabilmente l’inserimento dei fori gnomonici è da attribuire ai cavalieri teutonici.


Un altro foro gnomonico presente sulla parete ovest della chiesa proietta un raggio di luce all’interno della chiesa due volte l’anno; in occasione dei due equinozi.

Bibliografia
- Émile Bertaux, L’art dans l’Italie méridionale, II tomo, Parigi 1903
- San Leonardo di Siponto. Storia di un antico Monastero della Puglia – S. Mastrobuoni Foggia, 1960.
- Cattedrali di Puglia – Alfredo Petrucci, Bestetti, Roma, 1976.
- I Simboli Del Medio Evo – Gérard de Champeaux e Sébastien Sterckx, Editrice Jaca Book, Milano, 1981.
- Puglia: Turismo, Storia, Arte, Folklore – Mario Adda Editore Bari, 1985.
- La Puglia – Italia Romanica – Pina Belli D’Elia, Editrice Jaca Book, Milano, 1987.
- Arthur Haseloff Architettura sveva nell’Italia meridionale – Adda Editore 1992.
- Chiese di Puglia, il fenomeno delle chiese a cupola – Luigi Mongiello – Mario Adda Editore Bari, 1988.
- Itinerari Federiciani in Puglia – Stefania Mola, Mario Adda Editore Bari, 1994.
- San Leonardo di Siponto tra storia e arte, di Alberto Gentile
- Cattedrali di Puglia, a cura di Cosimo Damiano Fonseca – Mario Adda Editore 2001 ISBN 88-8082-433-3
- Antonello D’Ardes – Cabreo di San Leonardo (XVII secolo)”, a cura di A. Ventura, E.S.I. editrice. Manfredonia 1999.
- Hubert Houben, a cura di: San Leonardo di Siponto. Cella monastica, canonica, domus Theutonicorum. Atti del Convegno Internazionale (Manfredonia, 18-19 marzo 2005. Galatina: Mario Congedo editore 2006 ISBN 88-8086-674-5
- Luigi Russo; il viaggio di Boemondo d’Altavilla in Francia (1106): un riesame; Archivio Storico Italiano – 2005
Si ringrazia per la consulenza l’architetto Antonello D’Ardes.
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